Reflessologia.

Di Max Volpi

In questa sede abbiamo dato ampio spazio alla dinamica del rapporto intercorrente tra reflessologo e cliente, su come si svolge un ciclo di sedute e di conseguenza una seduta, su che cosa ci si deve aspettare da quando ci si rialza dal lettino a quando ci si risiede la volta successiva, alle sensazioni che si possono provare, all’errore di pensiero che si cela dietro l'attesa del risultato, poiché non è importante il risultato, ma il modo in cui vi si giunge.
Per questo motivo abbiamo sì trattato delle dinamiche reflessologiche, cioè quali sono i principi su cui si basa questo atto terapeutico, in coda, dopo tutto quello che invece è di più semplice comprensione.

 

Rapporto tra reflessologo e cliente.


Datemi la mano e siamo amici! e Puck i danni vi rifonderà...Fondamentale è la disponibilità del reflessologo nell'accoglienza del cliente, egli deve astenersi da qualsiasi giudizio nei confronti delle persone, deve limitarsi a consigliare e interagire nei limiti delle proprie capacità è conoscenza; se dovesse rendersi conto che il suo lavoro non è adatto per la persona che si presenta davanti a lui, dovrebbe avere la coscienza di inviarlo ad un medico o ad un altro terapeuta. L'anamnesi è fondamentale per comprendere non solo le dinamiche fisiche che attraversano il paziente in quel momento, ma anche tutta la sfera psicologico-emotiva che sta vivendo in quel momento sia dentro di sé che in un luogo sociale. Per questo motivo ampio spazio andrebbe concesso all’anamnesi in sede di prima seduta, nonostante le persone oggigiorno abbiano sempre più fretta. Sempre in questo contesto, è fondamentale l'analisi approfondita del piede, poiché da questo il bravo reflessologo sa trarre spunti per il proprio lavoro. Altrettanto importante è una corretta indagine sui punti dolenti. Questa è la base imprescindibile del lavoro sul piede. Attraverso questa analisi che va letteralmente a comprimere tutti i punti riflessi presenti sul piede, il reflessologo si forma un'idea su quali siano le zone del corpo maggiormente interessate nel disequilibrio corrente, da qui creerà un percorso in cui verranno inclusi sia tutti i punti segnalati dall’analisi, che quelli funzionali ad un migliore recupero della condizione ottimale.

 

Come si svolge un ciclo di sedute.


Nelle mani dell'Uomo...Le sedute terapeutiche di reflessologia vengono distanziate di tre, quattro giorni l'una dall'altra. Questo permette all'organismo di adeguarsi al cambiamento, percepire l'importanza del lavoro fatto, e prepararsi alla seduta successiva. Ciò significa che di norma si eseguono due sedute a settimana, per un susseguirsi di cinque settimane, dieci sedute. In alcuni casi però consigliamo il prolungamento dell'esperienza sino a 15 sedute, in quei casi in cui notiamo una minore seppur presente risposta dell'organismo.
Viene normalmente considerato un ciclo di dieci sedute, poiché in questo lasso di tempo e con questa frequenza, si è notata una risposta media molto buona. Consigliamo un minor numero di sedute nel caso in cui vi sia un affaticamento da stress, qui le sedute possono essere anche quattro o cinque ma, in tal caso, preferiamo la tecnica Footwork by Grinberg method®. Ribadiamo sempre che l'olismo, come pensiero, deve essere onnipresente, cioè ogni uomo è un universo a sè, con le sue leggi ed i suoi paradigmi, per cui questa è solo un'indicazione generica, che non ha senso in ambito terapeutico, dove si agirà su persone reali e non su numeri.

 

Prima seduta e Ricerca sui punti dolenti.


L'Universo nel piede.Vista e considerata la praticità della reflessologia, è buona norma effettuare una prima seduta in cui si vada a spiegare al cliente quali sono i benefici ottenibili, passando poi alla raccolta dei dati importanti. Il reflessologo effettuerà una anamnesi particolareggiata per meglio comprendere quali siano i moti e le quieti della persona che ha davanti, poi passerà ad analizzare il piede poiché, secondo la teoria, esso racchiude tutti i segnali che il corpo sta cercando di esprimere. Egli cercherà tra le pieghe della pelle di comprendere gli eventuali eccessi o carenze, i traumi subiti, le zone di maggiore interesse terapeutico. Infine passerà alla ricerca sui punti dolenti, vero e proprio cardine della pratica. Andrà di fatto a comprimere moltissimi punti riflessi presenti sul piede per capire quanto e quali siano dolenti in relazione alla soglia dei dolore del cliente. Sarà in grado, attraverso questo studio di improntare un percorso reflessologico adeguato alle esigenze della persona, a cui aggiungerà i punti che riterrà coerenti per la trattazione in corso. Ad esempio se dovesse trattare per via riflessa lo stomaco, potrebbe voler inserire anche i punti riflessi di cardias e piloro, e riflessi di ganglio celiaco e nervo vago, per le loro interrelazioni con lo stomaco stesso. Questa sarà la mappa di riferimento per quel cliente in quello specifico caso, e verrà seguita per tutto il momento terapeutico, aggiungendo, togliendo o modificando a seconda delle reazioni che nel frattempo potranno subentrare.

 

Come si svolge una seduta di reflessologia.


Nel tramonto...Innanzitutto plaudiamo sarcasticamente chi, per motivi economici, ha inventato sedute di mezz'ora. La seduta di tempo ridotto può essere applicata nei casi in cui vi sia l' evidente incapacità da parte del cliente di sostenere una seduta di un'ora. Non deve diventare la norma, non deve trasformare la reflessologia in un atto sterile, volto al mero guadagno economico, o peggio estetico.
La seduta di reflessologia ha una durata media che varia dai 40-45 minuti ad un'ora. Questo perché in un normale percorso reflessologico é necessario lasciare che l'organismo si apra con manovre e tocchi specifici, per poi agire sulla parte interessata, infine chiudere il percorso.
Aprire l'organismo significa preparare lo stesso a ricevere ciò che stiamo per dargli, per cui oltre a manovre e tocchi particolari, andremo a stimolare l'apparato urinario ed il sistema linfatico per via riflessa, anche altre aperture se fosse il caso, come ad esempio cardias, piloro, plesso solare, ingresso della linfa nel torrente circolatorio, ghiandola pituitaria, ipotalamo.
Ci rivolgeremo poi alle aree evidenziate dall'analisi del piede e dalla ricerca sui punti dolenti, questo sarà il fulcro del trattamento. Unitamente andremo a lavorare su tutte quelle zone ad essi collegate. Per fare un esempio, ma ve ne sono migliaia, se avessimo bisogno di lavorare il riflesso del fegato, organo yin, avremo anche necessità di lavorare sulla cistifellea, organo yang e suo corrispondente, con una dinamica di estrema sensibilità che ci permetta di capire quale dei due è in eccesso e quale in difetto. Inoltre tratteremo stimolando o sedando, le aree nervose collegate, in questo caso ad esempio il nervo vago.
Ci avvieremo quindi alla chiusura della seduta dando sostegno all'organismo che deve reagire ad una condizione di disagio. Lavoreremo tutto il sistema endocrino, che è in grado di fornire una risposta pronta ed efficace. Trasmetteremo questo messaggio tramite la stimolazione del sistema linfatico e del cuore, poiché necessariamente il lavoro espresso dal sistema endocrino passa da lì. Infine termineremo con un ulteriore massaggio all'apparato urinario per suggerire all'organismo di eliminare le scorie. Tutto questo mediato da diverse prese armonizzanti e sedative.

 

Cosa ci si deve aspettare da quando ci si rialza dal lettino...



...a quando ci si risiede la volta successiva.


Sempre nelle mani dell'uomo.Vi sono delle reazioni che possono intervenire in conseguenza del fatto che il corpo sta cercando un nuovo equilibrio interiore. Queste non è detto che avvengano, e l'esperienza personale ci suggerisce che non avvengono spesso, ma potrebbe capitare specialmente intorno alla quinta seduta, quando già il corpo ha capito che stiamo lavorando con lui e per lui, che si provino brividi, febbre leggera, mutazione della posizione nello spazio. Tutto questo se dovesse accadere, è parte integrante del trattamento, ed è il segno che l'organismo sta lottando per trovare nuove vie. Il reflessologo sa questo e lo comunica al cliente, il quale deve semplicemente limitarsi ad osservare queste reazioni e darne conferma al terapeuta. Niente di trascendentale, di grave, o di pericoloso per la salute, semplicemente l'essere umano è creato con un equilibrio, anche omeostatico e quando, per condizioni esterne o disagi interiori abbassa la sua frequenza sino a un limite che ingeneri un disequilibrio, il corpo ha la capacità di ritrovare una nuova posizione, un equilibrio nel disequilibrio direi. Questo nuovo momento ha una frequenza più bassa di quella naturale, per cui quando esercitiamo una pressione per riportare l'organismo alla sua naturale tendenza, e la pressione secondo la nota legge fisica ingenera calore, creiamo uno spostamento di forze che possono, a mio avviso giustamente, far sentire la loro presenza. Tutto questo è per il bene superiore e non deve spaventare. E' corretto riferire eventuali reazioni.

 

L'errore di pensiero che si cela dietro al risultato.


pensatoreL'errore più evidente della medicina allopatica è di non coinvolgere il paziente nel processo di guarigione. Vi viene detto semplicemente prendi questo e passerà. Fai questo esame e capiremo cos’hai. Nove volte su dieci il paziente non ha idea di cosa lo stia attraversando. Le parole sono diventate proprietà esclusiva della classe medica e il paziente vi si deve districare. Questa forma mentis ha creato nel tempo l'illusione che per guarire basti prendere una pillola. Probabilmente è stato fatto senza consapevolezza, senza voler offendere in senso etimologico nessuno, semplicemente per comprendersi, l'uomo ha inventato il linguaggio, il linguaggio medico è derivato dal latino, il volgo non conosceva il latino, solo il volgare. Inoltre la differenza tra le classi sociali è sempre stata ampia. Però come sempre quando s'instaura un'abitudine, l'essere umano riesce ad abusarne. Per questo oggi esistono i medicinali da banco ed i pazienti self-service. Certo, il medico possiede la conoscenza, però il paziente, che ricordiamo essere colui che sopporta, dal latino, ha le chiavi della sua propria persona e dovrà collaborare per aprire la porta della salute. La maggior parte di noi non capisce che sarebbe più utile per se stessi comprendere cosa sta alla base della malattia, del disagio interiore, e non ingurgitare continuamente antinfiammatori e/o peggio psicofarmaci. Dico questo in controtendenza e ne sono ben consapevole, semplicemente l'uomo è stato creato, a mio avviso, per imparare, non per stordirsi. La funzione di reflessologia e fiori di Bach è semplicemente suggerire all'uomo che vi è una strada per migliorare la propria condizione psico-fisica che passa dal prendere coscienza di quali siano i nostri problemi. Non hanno risposta a tutto e questo deve essere chiaro, però è un fatto che il disequilibrio non è mai solo fisico o psichico o emozionale, ma sempre un insieme dei tre. Affidarsi alla reflessologia, nei casi dove questa possa risultare utile, è quindi affidarsi a se stessi, fiduciosi del fatto che il risultato sarà strettamente interdipendente da quanto saremo capaci di abbandonarci a questo atto. Il reflessologo opera il ruolo di mediatore e di sostenitore in questo processo di cambiamento, per cui non saremo mai soli.

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